Pollini e allergie — Aosta

Nel fondovalle della Dora Baltea, ai piedi del massiccio del Gran Paradiso, Aosta occupa una conca alpina a circa 580 metri di quota, con le cime che si chiudono a perimetro tutto intorno. Il clima montano e l’aria secca accorciano la stagione: qui i pollini vivono il calendario più breve d’Italia, con fioriture compresse e un picco primaverile spostato avanti solo sulle esposizioni solarie. Gli uliveti sono estranei al paesaggio, e al loro posto contano i boschi misti dei versanti e i prati di fondovalle.

Periodi e allergeni da tenere d’occhio

  • Marzo e aprile: l’ontano lungo i torrenti e i boschi igrofili dà il via alla stagione, in anticipo sui versanti più soleggiati.
  • Aprile e maggio: la betulla al picco sui pendii esposti a sud, con il suo polline che entra facilmente nel fondovalle.
  • Giugno e luglio: le graminacee nei prati di fondovalle e nei pascoli di media quota, con un picco in ritardo rispetto alle pianure.
  • Fine estate: l’artemisia nei margini di strade e coltivi; l’ambrosia resta rara nel quadro valdostano, ma compare nei dati modellati.

La pagina di Aosta usa CAMS tramite Open-Meteo. Le concentrazioni sono modellate, non misurate localmente da questo servizio, con una griglia di circa 11 km. La previsione mostra ontano, betulla, graminacee, artemisia, olivo e ambrosia; l’olivo è quasi del tutto assente dal paesaggio alpino, mentre cipressi e parietaria non sono coperti automaticamente, né ogni specie locale.

Il foehn, il vento caldo e secco che scende dalle Alpi, spazza il fondovalle e in genere abbatte le concentrazioni in poche ore; le giornate anticicloniche con inversione al mattino fanno il contrario, trattenedo il polline nella conca finché non si solleva la brezza di valle. Una gita verso i pascoli di quota non equivale al valore del centro: lassù la fioritura arriva con settimane di ritardo. Usa il modello come orientamento per l’area e verifica le condizioni reali prima di passare a lungo all’aperto.

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