Pollini e allergie — Campobasso

Campobasso occupa la cima di uno sperone collinare a circa 700 metri, sporgendo sul bacino del Biferno con l’Appennino molisano alle spalle e il Matese verso sud-ovest. Il capoluogo guarda il Molise dall’alto: sotto la città si aprono i coltivi del vallone del Biferno, sui pendii resistono pascoli e boschi cedui, e le colline più basse portano gli uliveti tipici della regione. L’esposizione del colle rende la città ventilata, ma le notti dell’Appennino restano fredde fino a primavera avanzata.

Periodi e allergeni da tenere d’occhio

  • Aprile e maggio: le graminacee nei pascoli e nei coltivi del bacino del Biferno, con un avvio più lento della costa adriatica.
  • Maggio e giugno: l’olivo sugli uliveti collinari dei settori più bassi, seguiti in quota dalle fioriture tardive.
  • Estate: le graminacee di media quota tengono il picco fino a luglio, grazie alle notti fresche della montagna.
  • Fine estate: l’artemisia nei margini stradali e negli incolti; l’ambrosia compare nei dati modellati, ma resta storicamente poco diffusa al centro-sud.

La pagina di Campobasso usa CAMS tramite Open-Meteo. Le concentrazioni sono modellate, non misurate localmente da questo servizio, con una griglia di circa 11 km. La previsione mostra ontano, betulla, graminacee, artemisia, olivo e ambrosia; il paesaggio molisano ospita anche specie non incluse, come cipressi e parietaria.

Il colle sporge nel vento e spesso disperde il polline più in fretta del fondovalle, dove le inversioni notturne lo fanno ristagnare lungo il Biferno; al mattino la differenza tra quota e valle è marcata, poi la convezione livella il quadro. Salire verso i pascoli o scendere in valle cambia la lettura: le fioriture si spostano in quota con settimane di ritardo. Considera il modello come un orientamento per l’area e osserva la situazione reale prima di attività prolungate all’aperto.

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