Pollini e allergie — Catanzaro

Catanzaro sorge su un istmo stretto tra il mar Ionio e il mar Tirreno, con la valle del Corace che scende a sud e il Fiumarella che incide la collina dove la città è costruita. La posizione mediterranea allunga tutto: la stagione comincia settimane prima del resto della penisola e si spegne tardi, quando al Nord il calendario dei pollini è già chiuso. Da un lato la brezza ionica, dall’altro quella tirrenica rinnovano l’aria, mentre i venti che scendono dal plateau della Sila portano aria continentale.

Periodi e allergeni da tenere d’occhio

  • Fine inverno: la stagione parte in anticipo; nei dati modellati compaiono le prime concentrazioni di ontano.
  • Primavera: le graminacee nei prati e nei bordi stradali, con un ciclo che qui si estende per mesi.
  • Aprile e maggio: l’olivo, protagonista di una provincia coperta di uliveti che scendono verso entrambi i litorali.
  • Estate e fine estate: l’artemisia nei margini incolti; l’ambrosia resta rara nel Mezzogiorno, ma compare comunque nei dati.

La pagina di Catanzaro usa CAMS tramite Open-Meteo. Le concentrazioni sono modellate, non misurate localmente da questo servizio, con una griglia di circa 11 km. La previsione mostra ontano, betulla, graminacee, artemisia, olivo e ambrosia; la betulla è del tutto estranea al paesaggio calabrese, mentre parietaria, molto diffusa negli incolti urbani del Sud, non è coperta automaticamente, né ogni specie locale.

Le due brezze marine spezzano spesso la stagnazione del polline, ma le giornate di scirocco o di vento da Sila possono riportarlo verso la città dai campi dell’istmo. La lunga stagione calda significa anche esposizione protratta: anche a valori modellati modesti, mesi di contatto contano. Considera il modello come un orientamento per l’area e osserva la situazione reale prima di attività prolungate all’aperto.

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