Pollini e allergie — L'Aquila
Ai piedi del Gran Sasso, L’Aquila si distende nel bacino dell’Aterno a circa 720 metri di quota, dentro una conca appenninica chiusa dalle montagne. Il terremoto del 2009 e la ricostruzione hanno rimodellato quartieri, spazi verdi e margini urbani, e il paesaggio che circonda la città unisce il fondovalle coltivato, i boschi dei versanti e i pascoli d’alta quota del Parco Nazionale del Gran Sasso. L’altitudine ritarda le fioriture, ma il clima continentale interno rende l’estate sorprendentemente calda.
Periodi e allergeni da tenere d’occhio
- Marzo e aprile: l’ontano lungo l’Aterno e i fossi del bacino apre la stagione nel fondovalle.
- Aprile e maggio: la betulla nei parchi e sui versanti, seguita da vicino dalle prime graminacee.
- Maggio e luglio: le graminacee nei pascoli del bacino, con il picco spostato avanti dalla quota e dalle notti fresche.
- Estate e fine estate: l’artemisia e l’ambrosia nei margini e negli incolti, anche legati ai cantieri e alle aree in corso di ricostruzione.
La pagina di L’Aquila usa CAMS tramite Open-Meteo. Le concentrazioni sono modellate, non misurate localmente da questo servizio, con una griglia di circa 11 km. La previsione mostra ontano, betulla, graminacee, artemisia, olivo e ambrosia; l’olivo è marginale in quest’area di montagna, mentre il paesaggio aquilano ospita anche specie non incluse, come cipressi e parietaria.
Le inversioni della conca trattengono al mattino polline e inquinanti nel fondovalle dell’Aterno, finché la brezza di monte non rinnova l’aria; nelle giornate di foehn dal versante del Gran Sasso la dispersione è rapida. Il dato del modello vale per il bacino, non per i valichi o per i pianori di quota, dove la stagione arriva con settimane di ritardo. Considera il modello come un orientamento per l’area e verifica le condizioni reali prima di restare a lungo all’aperto.