Pollini e allergie — Potenza

A circa 820 metri sul livello del mare, Potenza è il capoluogo di regione più alto d’Italia, arroccata su una sella collinare tra le gole del Basento e la catena dell’Appennino lucano. L’altitudine sposta tutto in ritardo: la primavera arriva più tardi che sui litorali lucani e la stagione dei pollini si allunga nelle sue code, con picchi che nella pianura sarebbero già passati. Dalla città si guarda la valle coltivata del Basento e i boschi dei monti della Maddalena.

Periodi e allergeni da tenere d’occhio

  • Primavera: le graminacee nei pascoli e nei coltivi dell’Appennino lucano, con un avvio più tardivo rispetto alla costa.
  • Maggio e giugno: l’olivo negli oliveti della valle del Basento e delle colline intorno alla città.
  • Estate: le graminacee di quota restano al picco, perché le notti fresche della montagna rallentano il ciclo.
  • Fine estate: l’artemisia nei margini di strade e incolti; l’ambrosia resta rara in Basilicata, pur comparendo nei dati modellati.

La pagina di Potenza usa CAMS tramite Open-Meteo. Le concentrazioni sono modellate, non misurate localmente da questo servizio, con una griglia di circa 11 km. La previsione mostra ontano, betulla, graminacee, artemisia, olivo e ambrosia; il paesaggio lucano ospita anche specie non incluse, come cipressi e parietaria.

Le inversioni notturne sulla sella trattengono il polline nella conca urbana: al mattino il dato del modello può restare alto quando la città dorme ancora nella foschia, poi la corrente di valle rinnova l’aria. Scendere nel fondovalle del Basento o salire verso i pascoli di quota modifica sensibilmente il quadro, perché l’olivo fiorisce prima in basso e le graminacee dopo in alto. Considera il modello come un orientamento per l’area e verifica le condizioni reali prima di restare a lungo all’aperto.

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