Pollini e allergie — Trento

Trento si adagia sul fondovalle dell’Adige, a poche centinaia di metri di quota, con il Bondone da un lato e le pareti che salgono verso la Paganella dall’altro. La posizione unisce un regime alpino a tratti continentali: inverni con inversioni termiche marcate, estati tiepide, e una vegetazione che mescola boschi montani, vigneti e arboricoltura di fondovalle. Lungo il fiume l’ontano forma filari continui, mentre i prati e i margini coltivati alimentano le graminacee.

Periodi e allergeni da tenere d’occhio

  • Tardo inverno: l’ontano lungo l’Adige e i torrenti affluenti apre la stagione, prima nei settori bassi della valle.
  • Aprile: la betulla nei parchi urbani e sui versanti, con un picco deciso nelle giornate asciutte.
  • Maggio e giugno: le graminacee nei prati, nelle vignete della Piana Rotaliana e nei margini di campagna.
  • Fine estate: l’artemisia nei bordi stradali; l’ambrosia compare nei dati modellati, anche se la sua diffusione in Trentino resta contenuta.

La pagina di Trento usa CAMS tramite Open-Meteo. Le concentrazioni sono modellate, non misurate localmente da questo servizio, con una griglia di circa 11 km. La previsione mostra ontano, betulla, graminacee, artemisia, olivo e ambrosia; l’olivo è marginale in quest’area, mentre cipressi e parietaria non sono coperti automaticamente, né ogni specie locale.

Le inversioni termiche, frequenti in inverno e ancora in primavera, trattengono polline e inquinanti nel fondovalle: al mattino le concentrazioni restano alte vicino al fiume, poi la brezza di valle rimescola l’aria verso mezzogiorno. Salire al Bondone o sui terrazzi collinari cambia il quadro, perché la fioritura si sposta in quota con qualche settimana di ritardo. Considera il modello come un orientamento per la valle e osserva la situazione reale prima di attività prolungate all’aperto.

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