Pollini e allergie — Trieste

Trieste guarda l’Alto Adriatico dal bordo del Carso, stretta tra il golfo omonimo e l’altopiano che segna il confine con la Slovenia. La città è riparata dal mare aperto, ma esposta ai venti che scendono dalle alture: la bora, forte e secca da nord-est, rinnova l’aria in poche ore, mentre il foehn porta giornate limpide e più miti. Sui colli e sui versanti carsici si alternano boschi, macchia mediterranea e oliveti storici; i cipressi, familiari nel paesaggio costiero della provincia, completano il quadro botanico.

Periodi e allergeni da tenere d’occhio

  • Fine inverno e primavera: ontano e betulla dei boschi carsici possono aprire il calendario degli alberi.
  • Primavera ed estate: graminacee nei prati urbani e nei margini erbosi, con l’olivo che fiorisce sui rilievi verso maggio.
  • Estate: con la bora i picchi calano in fretta; nelle giornate stagnanti il polline può accumularsi a ridosso del rilievo.
  • Fine estate: artemisia e ambrosia lungo strade, binari e terreni incolti dell’hinterland.

La pagina di Trieste usa CAMS tramite Open-Meteo. Le concentrazioni sono modellate, non misurate localmente da questo servizio, con una griglia di circa 11 km. La previsione mostra ontano, betulla, graminacee, artemisia, olivo e ambrosia; non copre automaticamente cipressi o parietaria, che nel paesaggio carsico e urbano contano, né ogni specie regionale.

Il vento fa la differenza: quando la bora soffia, la città si ripulisce in poche ore e le concentrazioni crollano; con calma o con venti deboli da sud il polline può ristagnare nei quartieri a ridosso dell’altopiano. Una passeggiata lungo Barcola o sul sentiero del Carso non equivale necessariamente al dato del centro. Considera il modello come un orientamento per l’area e osserva la situazione reale prima di attività prolungate all’aperto.

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